In studio lo vedo ogni settimana: persone convinte di mangiare in modo sano — cereali integrali, frutta, latte delattosato — eppure con glicemia alta, fame continua e peso che non scende.
La verità è che non conta solo cosa mangi, ma come il tuo corpo reagisce a ciò che mangi.
Ed è qui che entra in gioco l’indice glicemico degli alimenti: uno strumento semplice ma potentissimo per capire quanto velocemente un cibo fa salire la glicemia e stimola l’insulina, l’ormone che decide se brucerai grasso o lo accumulerai.
A cosa serve l’indice glicemico degli alimenti
Capire l’indice glicemico non serve solo a chi ha il diabete: serve a chiunque voglia perdere peso, riprendere il controllo del proprio metabolismo, uscire dal circolo vizioso della fame e ritrovare energia stabile durante la giornata.
Da medico, considero questo parametro uno dei segnali più trascurati della medicina moderna: spiega infatti in modo chiaro perché alcuni cibi favoriscono stanchezza, infiammazione e sovrappeso.
Cos’è l’indice glicemico e come funziona
L’indice glicemico (IG) misura la velocità con cui un alimento aumenta la glicemia nel sangue.
Si utilizza come riferimento il glucosio puro, al quale viene attribuito un valore di 100, ma alcuni alimenti (per esempio la birra!) possono anche superarlo.
In generale, si considerano:
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Bassi: alimenti con IG inferiore a 55
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Medi: alimenti con IG tra 56 e 69
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Alti: alimenti con IG pari o superiore a 70
Un alimento con IG alto provoca un rialzo rapido della glicemia e dell’insulina; uno con IG basso le fa invece salire più lentamente, mantenendo stabile l’energia e riducendo la fame.
Tabella: Alimenti a basso, medio e alto indice glicemico
| Categoria IG | Valore | Esempi di alimenti |
| Basso (≤ 55) | Lento rilascio | Verdure: broccoli, zucchine, cavolfiore, spinaci, pomodori, carote crude, peperoni, melanzane. Legumi: lenticchie, ceci, fagioli borlotti, fagioli neri, soia, piselli secchi. Frutta: mela, pera, ciliegie, prugne, pesche, arance, kiwi, frutti di bosco. Cereali e derivati: avena integrale, pasta integrale al dente, orzo perlato, farro decorticato, grano saraceno, quinoa. Latticini: yogurt intero, latte intero, kefir naturale. Altri: cioccolato fondente (≥ 85%), frutta secca (noci, mandorle, nocciole), semi di lino e di chia. |
| Medio (56-69) | Moderato | Cereali: pane di segale, pane integrale vero (non colorato), cous cous integrale, riso basmati o parboiled, bulgur, mais dolce. Frutta: banana matura, uva, mango, ananas fresco. Verdure amidacee: patate dolci, barbabietole, zucca, carote cotte. Latticini e dolci naturali: yogurt magro, miele, sciroppo d’acero (uso occasionale). |
| Alto (≥ 70) | Rapido rilascio | Zuccheri e farine raffinate: zucchero bianco o di canna, pane bianco, baguette, pizza tradizionale, crackers, biscotti, merendine. Cereali raffinati: riso bianco, mais soffiato, corn flakes, cereali per colazione industriali, gallette di riso o mais. Patate: purè, patate al forno o fritte, chips confezionate. Bevande e dolci: bibite zuccherate, succhi di frutta industriali, gelati, torte, caramelle, snack confezionati. |
👉 Regola clinica: più un alimento è raffinato, dolce o cotto a lungo, più il suo indice glicemico aumenta.
Cuocere meno, abbinare fibre e grassi buoni e scegliere alimenti integrali “veri” è il modo più semplice per tenerlo basso.
Esempio pratico di indice glicemico:
- Pane bianco: IG ≈ 75
- Lenticchie: IG ≈ 28
Questo significa che – A PARITA’ DI CARBOIDRATI ASSUNTI – i carboidrati del pane bianco passano molto rapidamente nel sangue stimolando altrettanto rapidamente il rialzo di glicemia e insulina, mentre quelli delle lenticchie passano molto più lentamente e quindi hanno un effetto più blando su glicemia e insulina.
Ho scritto “a parità di carboidrati assunti in maiuscolo e neretto” perchè l’indice glicemico di un alimento, da solo, non basta. Bisogna valutare anche il suo carico glicemico.
Vediamo di cosa si tratta.
Indice glicemico e carico glicemico: due concetti diversi
Molti confondono indice glicemico (IG) con carico glicemico (CG).
Il primo misura solo a velocità con la quale i carboidrati di un certo alimento passa nel sangue.
Il secondo tiene conto anche della quantità di carboidrati che contiene una porzione di quell’alimento, e quindi ci dice in maniera più precisa di quanto si alza la glicemia.
Per esempio, se mangi 2 grammi di carboidrati da un alimento a IG alto, la glicemia si alza poco: perchè è vero che l’IG è alto, ma il carico (2 grammi!) è molto basso.
Per contro, se mangi 100 grammi di carboidrati da un alimento a IG basso, la glicemia si alzerà molto di più, perchè è vero che l’IG è basso, ma il carico (100 grammi) è 50 volte tanto quello dell’alimento precedente!
Per questa ragione, ai pazienti che soffrono di glicemia alra e sovrappeso consiglio contemporaneamente di mangiare pochi carboidrati e di indice glicemico basso.
Come abbassare l’indice glicemico degli alimenti
L’indice glicemico di un alimento non è fisso: può cambiare molto in base a come lo cucini, lo combini e persino all’ordine con cui lo mangi.
Conoscere questi fattori ti aiuta a ridurre i picchi glicemici e a mantenere stabile l’energia durante la giornata.
1. Cottura
Più un alimento ricco di amido cuoce, più i suoi zuccheri diventano rapidamente assimilabili.
👉 Pasta e riso al dente hanno un indice glicemico più basso rispetto a quelli molto cotti.
2. Fibre, grassi e proteine
Questi tre elementi rallentano l’assorbimento dei carboidrati e abbassano il picco glicemico.
Ecco perché i carboidrati del pane bianco, povero di fibre e proteine, entrano nel sangue più in fretta rispetto a quelli delle lenticchie, ricche di fibre e proteine vegetali.
👉 Il segreto è non mangiare mai carboidrati da soli, ma accompagnarli a una quota di grassi “buoni” (olio extravergine, avocado, noci) e proteine.
3. Grado di maturazione
Un alimento più maturo contiene più zuccheri semplici e quindi ha un IG più alto.
👉 Per esempio, una banana acerba ha un IG più basso di una matura, e lo stesso vale per molti altri frutti.
4. Temperatura
Il raffreddamento dopo la cottura riduce l’IG grazie alla formazione dell’amido resistente, una forma di fibra che rallenta l’assorbimento del glucosio (questo fenomeno si chiama retrogradazione degli amidi)
👉 Esempio: le patate lesse raffreddate o il riso cotto e poi freddo (magari in insalata) hanno un IG più basso rispetto agli stessi cibi consumati caldi appena preparati. Anche dopo averli nuovamente scaldati, l’IG si mantiene più basso.
5. Ordine dei cibi nel pasto
L’ordine in cui mangi cambia la risposta glicemica.
👉 Inizia sempre con verdure o proteine, e solo dopo passa ai carboidrati: in questo modo il picco glicemico si attenua e la sazietà dura più a lungo. Una semplice insalata prima del pasto può fare la differenza.
Perché controllare l’indice glicemico fa bene anche se non hai il diabete
Tenere glicemia e insulina stabilmente su livelli medio / bassi, senza picchi ed eccessi, non serve solo a evitare il diabete.
Riduce l’infiammazione, rallenta l’invecchiamento cellulare e protegge cuore e cervello.
Una dieta a basso indice (e carico) glicemico:
- abbassa i livelli di insulina e trigliceridi,
- migliora la sensibilità insulinica,
- stabilizza l’umore e riduce la fame nervosa.
Tant’è vero che nel mio studio vedo spesso pazienti che, semplicemente sostituendo pane, pasta e snack raffinati con alternative a basso IG, abbasano glicemia ed emoglobina glicata senza seguire una dieta rigida.
Quando l’indice glicemico inganna
Esistono alimenti con IG basso ma metabolicamente sfavorevoli, come snack “senza zucchero” o prodotti con polioli e grassi trans.
Al contrario, alimenti con IG medio come le carote o la zucca non rappresentano di solito un problema, perché il loro carico glicemico è abbastanza basso.
In medicina funzionale, l’obiettivo non è mai “abbassare un numero”, ma ricostruire un metabolismo efficiente e reattivo.
L’indice glicemico è solo uno strumento: utile, ma da interpretare nel contesto.
Conclusioni: usa l’indice glicemico per guidare le tue scelte
Capire l’indice glicemico degli alimenti ti aiuta a leggere meglio ciò che mangi e a prevenire i picchi di glicemia che favoriscono fame, infiammazione e accumulo di grasso.
Ma non deve diventare un’ossessione numerica.
Mangia cibo vero, scegli carboidrati integri e poco processati, abbinali a fibre, proteine e grassi buoni.
Il tuo corpo ti restituirà energia stabile, mente lucida e un metabolismo finalmente “calmo”.
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Domande frequenti sull’indice glicemico
Qual è il pane con il più basso indice glicemico?
Il pane con il più basso indice glicemico è quello integrale vero, preparato con farine macinate a pietra e lievitazione naturale.
Il pane di segale integrale ha in genere un IG di circa 40–50, molto inferiore al pane bianco (IG 70–85).
Meglio ancora se tostato o raffreddato dopo la cottura, perché così si forma amido resistente, che abbassa ulteriormente l’IG.
Qual è il riso con il più basso indice glicemico?
Il riso con il più basso indice glicemico è il riso basmati integrale, seguito dal riso parboiled.
Hanno un IG medio-basso (circa 50–58) grazie alla struttura più compatta dell’amido.
Al contrario, il riso bianco comune o quello per risotti può superare 70–80, favorendo picchi glicemici più rapidi.
👉 Cuocere il riso al dente e raffreddarlo prima del consumo ne riduce ulteriormente l’impatto glicemico.
Quali sono i carboidrati a basso indice glicemico?
I carboidrati a basso indice glicemico sono quelli ricchi di fibre e poco raffinati.
Ecco i principali esempi:
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Legumi: lenticchie, ceci, fagioli, soia (IG 25–40)
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Cereali integrali veri: avena, orzo, farro, grano saraceno, quinoa (IG 35–55)
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Frutta a basso IG: mele, pere, frutti di bosco, pesche (IG < 50)
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Verdure non amidacee: broccoli, zucchine, spinaci, peperoni (IG molto basso)
Questi alimenti mantengono la glicemia stabile, prolungano la sazietà e migliorano la sensibilità insulinica.
Come mangiare la zucca per abbassare l’indice glicemico?
La zucca ha un IG medio (circa 65–75), ma il suo impatto reale sulla glicemia dipende dal carico glicemico, che è basso se la porzione è moderata.
Per ridurne ulteriormente l’effetto:
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abbinala a proteine e grassi buoni (uova, olio extravergine, semi, formaggi freschi)
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evita la purea o le vellutate troppo cotte, preferendo cotture al forno o al vapore
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aggiungi verdure fibrose o spezie come cannella e curcuma, che rallentano l’assorbimento.
Quali sono le patate con più basso indice glicemico?
Le patate dolci (americane) e le patate novelle raffreddate dopo la cottura hanno l’indice glicemico più basso, intorno a 45–55.
Le patate al forno, fritte o in purè, invece, hanno IG elevato (oltre 80–90).
Per ridurne l’impatto:
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cuocile a vapore o lesse,
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raffreddale e poi riscaldale prima di mangiarle: in questo modo si forma amido resistente, che abbassa l’IG e migliora la risposta glicemica.

