Quando parliamo di prevenzione cardiovascolare, di solito ci si concentra su colesterolo totale, LDL e HDL. Ma negli ultimi anni è emerso un parametro più affidabile : l’Indice Aterogenico del Plasma (AIP).
Per calcolarlo basta avere i valori di trigliceridi e di HDL, cosa che lo rende molto utile da un punto di vista clinico, perchè si tratta di 2 valori facili ed economici da misurare, prescritti praticamente sempre negli esami di routine.
Cos’è l’Indice Aterogenico del Plasma (AIP)
L’AIP è un parametro calcolato a partire da due semplici valori: trigliceridi e colesterolo HDL. La formula è questa:

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Trigliceridi: espressi in mmol/L
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HDL-C (colesterolo buono): anch’esso in mmol/L
Puoi chiedere al tuo medico di calcolarlo, o farlo anche tu stesso con una calcolatrice online.
Valori dell’AIP: come interpretarli
Gli studi hanno definito delle soglie di rischio ben precise:
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AIP < 0,11 → rischio basso di malattie cardiovascolari
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AIP tra 0,11 e 0,24 → rischio intermedio
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AIP > 0,24 → rischio elevato
Per farti un esempio pratico: se hai trigliceridi a 150 mg/dl e HDL a 40 mg/dl, l’AIP risulterà circa 0,57, quindi in fascia di rischio alto.
Al contrario, una persona con trigliceridi a 80 mg/dl e HDL a 60 mg/dl avrà un AIP negativo (circa -0,08), che indica un rischio molto basso.
Ecco una tabella con alcuni esempi di combinazioni di trigliceridi e HDL che producono un valore di Indice Aterogenico del Plasma (AIP) di basso rischio
Tabella indice aterogenico del plasma
| Trigliceridi (mg/dL) | HDL (mg/dL) | AIP calcolato |
|---|---|---|
| 80 | 30 | 0,066 |
| 100 | 35 | 0,096 |
| 120 | 40 | 0,117 |
| 120 | 45 | 0,066 |
| 150 | 50 | 0,117 |
| 150 | 55 | 0,076 |
| 180 | 60 | 0,117 |
🔎 Come vedi, combinazioni diverse possono portare a un AIP molto simile (es. 100/35 e 150/50). Questo spiega perché l’AIP è più informativo del singolo valore: fotografa il rapporto tra trigliceridi e HDL.
Perché l’AIP è affidabile
L’Indice Aterogenico del Plasma è considerato più predittivo rispetto ai singoli valori di colesterolo o trigliceridi perché:
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Tiene conto del bilanciamento tra trigliceridi e HDL, non del loro valore isolato.
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E’ un indicatore delle dimensioni delle particelle LDL: un AIP elevato indica una maggiore presenza di LDL piccole e dense, che sono le più pericolose perché penetrano facilmente nelle arterie.
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È indipendente dal colesterolo totale: molti pazienti hanno colesterolo normale ma AIP elevato, e proprio questo li mette a rischio senza che venga rilevato.
In altre parole, l’AIP fotografa meglio la qualità del tuo profilo lipidico e il suo potenziale di generare aterosclerosi.
Per esempio, un paziente con colesterolo totale di 190, trigliceridi a 140 e HDL a 42 verrebbe ancora oggi considerato da molti medici e dallo stesso laboratorio come ‘senza problemi’, perché ogni singolo valore rientra nella norma. Ma se calcolo l’AIP, ottengo 0,16: un dato che colloca già il paziente in fascia di rischio intermedio per malattie cardiovascolari.
Differenza tra AIP e rapporto trigliceridi/HDL
Forse ti è capitato di sentir parlare del rapporto trigliceridi/HDL come marker di rischio cardiovascolare. È vero: già questo rapporto è un indicatore potente e molto facile da calcolare.
Ma l’AIP fa un passo in più.
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Rapporto trigliceridi/HDL: è una semplice divisione, che dà un numero grezzo. Valori superiori a 2 (in mg/dl) sono già un campanello d’allarme.
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AIP: applica un logaritmo a quel rapporto, rendendo la distribuzione dei valori più stabile e clinicamente interpretabile. In pratica riduce gli “effetti distorsivi” dei valori estremi e consente di classificare meglio il rischio.
Per dirla semplice: il rapporto TG/HDL è come una foto un po’ sfocata, l’AIP è la stessa foto elaborata da un professionista, che la rende più chiara e leggibile.
Come migliorare l’Indice Aterogenico del Plasma
Il bello dell’AIP è che migliora rapidamente quando cambi lo stile di vita nella direzione giusta:
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Dieta low carb o chetogenica: riducono i trigliceridi e aumentano l’HDL.
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Attività fisica regolare: soprattutto l’esercizio di resistenza e l’allenamento di forza.
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Stop a zuccheri e cibi processati: sono i principali responsabili dell’aumento dei trigliceridi.
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Perdita di grasso viscerale: anche una riduzione del 5-10% del peso corporeo può abbassare l’AIP.
- Integratori come Omega 3 e Berberina: danno una mano ma per prima cosa bisogna agire su stile di vita
In conclusione
L’Indice Aterogenico del Plasma (AIP) è un parametro semplice ma molto potente:
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Tradotto in valori chiari, ti dice se sei a rischio cardiovascolare anche quando colesterolo totale e LDL sembrano “normali”.
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È più preciso del solo rapporto trigliceridi/HDL.
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Migliora rapidamente con una dieta a basso contenuto di carboidrati, attività fisica e perdita di grasso viscerale.
👉 Se hai già i valori di trigliceridi e HDL, calcola il tuo AIP e verifica in quale fascia ti trovi. Se il risultato è alto, non sottovalutarlo: è un segnale importante per intervenire. Per un’analisi completa e indicazioni personalizzate puoi prenotare una visita online con il Dr. Erik Gozzo.
Per i colleghi medici e i lettori interessati, ecco 3 autorevoli articoli scientifici di riferimento sull’indice aterogenico del plasma:
1. Atherogenic Index of Plasma (AIP): A marker of cardiovascular disease
Commento: Gli studi clinici hanno dimostrato che l’Indice Aterogenico del Plasma (AIP) è un marker forte per predire il rischio di aterosclerosi e malattie coronariche, confermando l’affidabilità dell’AIP come parametro predittivo del rischio cardiovascolare descritto nell’articolo.
2. Atkins diet program rapidly decreases atherogenic index of plasma in trained adapted overweight men
Commento: La fase iniziale del programma dietetico Atkins è riuscita a diminuire significativamente l’AIP in uomini adulti sovrappeso allenati, supportando l’efficacia delle diete low-carb nel migliorare rapidamente l’indice aterogenico come descritto nel testo.
3. The predictive value of cumulative atherogenic index of plasma (AIP) for cardiovascular outcomes: a prospective community-based cohort study
Commento: In questo ampio studio di coorte basato sulla comunità, è stato dimostrato che un AIP cumulativo più elevato è significativamente associato a un aumentato rischio di eventi cardiovascolari maggiori, ictus e infarto miocardico, validando l’importanza dell’AIP nel predire gli eventi cardiovascolari indipendentemente dai fattori di rischio tradizionali.
