In teoria oggi possiamo misurare molti valori del colesterolo, molto più di quelli che compaiono sul profilo lipidico standard.
In pratica, però, continuiamo a guardare sempre gli stessi due o tre numeri — e a trarne conclusioni spesso sbagliate.
I valori del colesterolo che tutti conoscono raccontano solo una parte della storia. E quasi mai è quella più importante.
In questo articolo vediamo quali sono davvero i valori che contano — non solo i range di laboratorio, ma quelli utili per una prevenzione cardiovascolare seria.
Cominciamo da fare un bel recap completo.
Tabella valori colesterolo: range di laboratorio vs valori ottimali
| Marker | Range laboratorio | Valore ottimale prevenzione | Rilevanza clinica attuale |
|---|---|---|---|
| Colesterolo totale | < 200 mg/dL | Non usare isolato | ⚠️ Obsoleto come marker singolo |
| Colesterolo LDL | < 130 mg/dL | < 70–100 mg/dL (in base al rischio) | ✓ Standard attuale, ma con limiti |
| Colesterolo HDL | > 40 uomini / > 50 donne mg/dL | 50–70 mg/dL | ✓ Utile, ma non sempre “più è alto meglio è” |
| Colesterolo VLDL | < 30 mg/dL | < 20 mg/dL | ✓ Marker di metabolismo trigliceridi |
| Trigliceridi | < 150 mg/dL | < 100 mg/dL | ✓ Target più stretto = meno rischio |
| Colesterolo non-HDL | < 160 mg/dL | < 100 mg/dL (alto rischio: < 85) | ✓✓ Sottovalutato, molto utile |
| Apolipoproteina B | < 100 mg/dL | < 70 mg/dL (se paziente alto rischio: < 65) | ✓✓✓ Gold standard emergente |
| Lipoproteina(a) | < 30 mg/dL o < 75 nmol/L | < 30 mg/dL (non modificabile) | ✓✓✓ Genetico, da dosare almeno 1 volta |
| LDL ossidate | Varia per metodo | < 90° percentile | ✓✓ Avanzato, utile in casi selezionati |
| Colesterolo remnant | Non indicato | < 20–25 mg/dL | ✓✓✓ Nuova frontiera, rischio residuo |
Tabella © Dr. Erik Gozzo. È consentito utilizzare e condividere questa tabella liberamente, a condizione di citare l’autore e includere un link diretto alla fonte originale.
Ora vediamo cosa significa ciascun valore e perché alcuni marker contano più di altri.
Colesterolo totale: un valore che dice poco da solo
Il colesterolo totale è stato per decenni il parametro di riferimento. Oggi sappiamo che è un indicatore grossolano. Un valore di 220 mg/dL può nascondere profili di rischio completamente diversi: una persona con HDL alto e LDL basso è in una situazione molto diversa da chi ha lo stesso totale ma con HDL basso e particelle LDL piccole e dense.
I range di laboratorio indicano come “desiderabile” un colesterolo totale sotto 200 mg/dL. Ma questo numero, isolato, non permette alcuna valutazione del rischio reale.
Colesterolo LDL: il valore più guardato, ma non sempre sufficiente
Il colesterolo LDL — spesso indicato nei referti come “LDL-C” dove la C sta per colesterolo — rappresenta la frazione aterogenica principale ed è il target terapeutico delle linee guida. I valori ottimali dipendono dal profilo di rischio individuale:
- Rischio basso: < 116 mg/dL
- Rischio moderato: < 100 mg/dL
- Rischio alto: < 70 mg/dL
- Rischio molto alto: < 55 mg/dL
Il problema è che l’LDL-C misura la quantità di colesterolo trasportata dalle particelle LDL, non il numero di particelle. Due persone con lo stesso LDL-C possono avere un numero di particelle molto diverso — e il rischio cardiovascolare segue il numero di particelle, non il colesterolo che trasportano.
Colesterolo HDL: non sempre “alto” è bene
Il colesterolo HDL — nei referti “HDL-C” — è stato a lungo considerato il “colesterolo buono” con una logica semplice: più è alto, meglio è. La ricerca degli ultimi anni ha ridimensionato questa visione.
Valori troppo bassi (< 40 mg/dL negli uomini, < 50 mg/dL nelle donne) sono associati a rischio aumentato. Ma valori molto alti (> 80-90 mg/dL) non è dimostrato che conferiscano protezione aggiuntiva e, anzi, in alcuni casi sono associati a disfunzione delle HDL stesse.
Il range ottimale si colloca tra 50 e 70 mg/dL, ma ciò che conta di più è il contesto metabolico complessivo.
VLDL e trigliceridi
Il colesterolo VLDL trasporta prevalentemente trigliceridi ed è calcolato dividendo i trigliceridi per 5 (quando i trigliceridi sono < 400 mg/dL). Un VLDL elevato (> 30 mg/dL) indica un eccesso di lipoproteine ricche di trigliceridi, spesso legato a insulino-resistenza.
I trigliceridi ottimali sono < 100 mg/dL (non < 150 come indicano molti referti). Valori tra 100 e 150 mg/dL sono comuni ma non ideali. Sopra 150 mg/dL il rischio di particelle LDL piccole e dense aumenta significativamente.
Colesterolo non-HDL: il marker sottovalutato
Il colesterolo non-HDL si calcola sottraendo l’HDL dal colesterolo totale. Rappresenta tutto il colesterolo contenuto nelle lipoproteine aterogeniche: LDL, VLDL, IDL e lipoproteine remnant.
È un marker più completo dell’LDL-C e non richiede esami aggiuntivi — basta un profilo lipidico standard. I target sono circa 30 mg/dL superiori a quelli dell’LDL-C:
- Rischio moderato: < 130 mg/dL
- Rischio alto: < 100 mg/dL
- Rischio molto alto: < 85 mg/dL
Se il tuo referto non lo riporta, puoi calcolarlo tu stesso > vai a come calcolare non hdl
Apolipoproteina B: il gold standard emergente
L’apolipoproteina B (ApoB) è una proteina presente su tutte le lipoproteine aterogeniche: ogni particella LDL, VLDL, IDL e Lp(a) ne contiene esattamente una. Misurare l’ApoB significa contare direttamente il numero di particelle che possono penetrare nella parete arteriosa.
Quando c’è discordanza tra ApoB e LDL-C — cosa che accade nel 20% dei pazienti — il rischio cardiovascolare segue l’ApoB, non l’LDL-C. Questo è particolarmente vero in chi ha trigliceridi elevati, diabete tipo 2 o obesità.
Valori target secondo il consenso NLA 2024:
- Rischio intermedio: < 90 mg/dL
- Rischio alto: < 70 mg/dL
- Rischio molto alto: < 65 mg/dL
Per chi adotta un approccio preventivo aggressivo, alcuni esperti suggeriscono target sotto 60 mg/dL.
Lipoproteina(a): il fattore genetico che nessuno dosa
La lipoproteina(a) — scritta Lp(a) — è una variante di LDL con una proteina aggiuntiva. I suoi livelli sono determinati per circa il 90% geneticamente e non rispondono significativamente a dieta o statine.
È un fattore di rischio cardiovascolare indipendente, eppure la maggior parte delle persone non l’ha mai dosata. Le linee guida 2024 raccomandano di misurarla almeno una volta nella vita in ogni adulto.
Classificazione del rischio:
- Basso rischio: < 75 nmol/L (< 30 mg/dL)
- Rischio intermedio: 75-125 nmol/L (30-50 mg/dL)
- Alto rischio: ≥ 125 nmol/L (≥ 50 mg/dL)
Se hai Lp(a) elevata, non puoi abbassarla con lo stile di vita — ma puoi compensare riducendo aggressivamente tutti gli altri fattori di rischio modificabili.
LDL ossidate: marker di stress ossidativo
Le LDL ossidate (oxLDL) rappresentano particelle LDL modificate dall’ossidazione. Sono direttamente coinvolte nella formazione della placca aterosclerotica.
Non esistono range standardizzati universali. Valori elevati (sopra il 90° percentile) sono associati a rischio cardiovascolare aumentato indipendentemente dall’LDL-C.
Questo marker è particolarmente utile in chi ha sindrome metabolica, diabete tipo 2, malattie infiammatorie croniche o LDL-C apparentemente normale ma sospetto di rischio residuo.
Colesterolo residuo: la nuova frontiera
Il colesterolo remnant è il colesterolo contenuto nelle lipoproteine “residue” dopo che VLDL e chilomicroni hanno ceduto parte dei loro trigliceridi. Si calcola come:
Colesterolo totale − colesterolo HDL − colesterolo LDL (oppure: colesterolo non-HDL − colesterolo LDL)
Studi recenti (2024) confermano che il colesterolo remnant è un fattore di rischio cardiovascolare indipendente e causale, e spiega parte del rischio residuo che persiste anche quando l’LDL-C è a target.
Valori ottimali: < 20-25 mg/dL
Un colesterolo remnant elevato è tipico di chi ha trigliceridi alti o insulino-resistenza.
Rapporto Trgliceridi/HDL: Facile da calcolare ed estremamente utile
Non un vero e proprio valore del colesterolo, ma un indice. Merita sempre di essere calcolato perchè è ricavabile da qualunque profilo lipidico e dà informazioni che vanno al di là dei singoli numeri.
Un rapporto TG/HDL elevato (> 2) suggerisce:
- Probabile insulino-resistenza
- Prevalenza di particelle LDL piccole e dense (le più aterogeniche)
- Colesterolo remnant probabilmente elevato
- Metabolismo dei carboidrati da indagare
Il rapporto trigliceridi/HDL spesso smaschera problemi nascosti.
Per Esempio: Trigliceridi 134 mg/dL, HDL 45 mg/dL . Presi singolarmente sono nel range, ma se fai il rapporto trovi 135/45 = 3. Valore elevato.
Valori colesterolo obsoleti vs valori colesterolo moderni
Da non usare più da soli:
- Colesterolo totale
- Rapporto colesterolo totale/HDL
Validi ma con limiti:
- Colesterolo LDL (non conta le particelle)
- Colesterolo HDL (non sempre protettivo ad alti livelli)
Da richiedere attivamente:
- Apolipoproteina B
- Lipoproteina(a) — almeno una volta
- Colesterolo non-HDL (calcolabile nel normale profilo lipidico, vai alla formula)
Avanzati, per casi specifici:
- LDL ossidate
- Colesterolo remnant
Cosa devi ricordare sui valori del colesterolo
Due punti fondamentali:
- I valori del colesterolo che trovi sul referto standard raccontano una storia incompleta. Il colesterolo totale è superato. L’LDL-C è utile ma non sufficiente. I marker che oggi fanno la differenza — apolipoproteina B, lipoproteina(a), colesterolo remnant — spesso non vengono nemmeno dosati per questioni di budget del sistema sanitario nazionale.
- Soprattutto se hai fattori di rischio, non fermarti ai valori di colesterolo “nella norma”. Confronta i tuoi valori con i target ottimali, non solo con i range di laboratorio. La prevenzione si fa quando i numeri sono ancora modificabili.
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Per i colleghi medici e i pazienti interessati, ecco alcuni articolo scientifici di riferimento sui valori del colesterolo.
- Role of apolipoprotein B in the clinical management of cardiovascular risk in adults: An Expert Clinical Consensus from the National Lipid Association (Journal of Clinical Lipidology, 2024) — Documento di consenso che stabilisce l’ApoB come marker superiore all’LDL-C per la stratificazione del rischio e il monitoraggio terapeutico.
- A focused update to the 2019 NLA scientific statement on use of lipoprotein(a) in clinical practice (Journal of Clinical Lipidology, 2024) — Aggiornamento delle raccomandazioni sulla Lp(a): dosaggio raccomandato almeno una volta in ogni adulto, con nuova classificazione del rischio.
- Remnant cholesterol and risk of major adverse cardiovascular events: a systematic review and dose–response meta-analysis (Coronary Artery Disease, 2024) — Meta-analisi che conferma la relazione dose-risposta tra colesterolo remnant e eventi cardiovascolari maggiori, indipendentemente dall’LDL-C.
