Quando si parla di colesterolo, quasi tutti guardano solo l’LDL.
Ma c’è un altro valore che spesso passa inosservato — e che invece dice molto di più sul rischio cardiovascolare reale: il colesterolo residuo.
Che, tra l’altro, è facilissimo da calcolare.
Come calcolare il colesterolo residuo
Non serve un esame speciale. Se hai un profilo lipidico standard, puoi calcolarlo tu stesso.
Formula:
Colesterolo residuo = Colesterolo totale − Colesterolo HDL − Colesterolo LDL
Esempio pratico:
- Colesterolo totale: 210 mg/dL
- HDL: 55 mg/dL
- LDL: 125 mg/dL
- Colesterolo residuo = 210 − 55 − 125 = 30 mg/dL → Valore elevato
Nella tabella qui sotto puoi vedere proprio come cambia il rischio all’aumentare del colesterolo residuo.
Colesterolo residuo: valori di riferimento e interpretazione
| Colesterolo residuo | Interpretazione | Rischio cardiovascolare | Cosa fare |
|---|---|---|---|
| < 17 mg/dL | Ottimale | Basso | Mantenere stile di vita attuale |
| 17–23 mg/dL | Accettabile | Lieve aumento | Monitorare trigliceridi e glicemia |
| 24–29 mg/dL | Borderline alto | Moderato (+30-40%) | Intervento su dieta e attività fisica |
| ≥ 30 mg/dL | Elevato | Alto (+70-100%) | Valutazione medica approfondita |
| ≥ 40 mg/dL | Molto elevato | Molto alto | Intervento prioritario |
Tabella © Dr. Erik Gozzo. I range sono derivati dai principali studi epidemiologici (Copenhagen General Population Study, PREDIMED). È consentito condividere citando la fonte.
Cos’è il colesterolo residuo
Il colesterolo residuo — chiamato anche remnant cholesterol — è il colesterolo contenuto nelle particelle residue delle lipoproteine ricche di trigliceridi, in particolare nei residui di VLDL e chilomicroni, dopo che hanno ceduto gran parte dei loro trigliceridi ai tessuti.
Queste particelle remnant sono più piccole delle VLDL originali, ma più grandi delle LDL.
Ed è proprio questa loro struttura a renderle problematiche: possono penetrare la parete arteriosa e vengono catturate direttamente dai macrofagi, senza necessità di ossidazione preliminare, a differenza delle LDL.
Il risultato è una maggiore facilità a entrare nelle placche di aterosclerosi.
Quanto è rischioso il colesterolo residuo
I dati del Copenhagen General Population Study (oltre 100.000 persone seguite per anni) sono chiari:
- Un aumento di 1 mmol/L (39 mg/dL) di colesterolo remnant si associa a un aumento del rischio di infarto del 2,8 volte — indipendentemente dal livello di LDL
- Per confronto, lo stesso aumento di colesterolo LDL aumenta il rischio di 1,5 volte
Una meta-analisi del 2024 su 28 studi ha confermato una relazione dose-risposta: per ogni aumento di colesterolo remnant, il rischio di eventi cardiovascolari maggiori cresce in modo lineare. Chi si trova nel quartile più alto ha un rischio del 68% superiore rispetto a chi è nel quartile più basso.
Il colesterolo remnant tende ad essere elevato in alcune situazioni specifiche:
- Chi ha i trigliceridi alti (> 150 mg/dL): Più trigliceridi ci sono, più VLDL vengono prodotte, più remnant rimangono in circolo. Se i tuoi trigliceridi sono sopra 150, è molto probabile che il tuo remnant sia elevato.
- Che ha Insulino-resistenza e diabete tipo 2: L’insulino-resistenza altera il metabolismo delle lipoproteine ricche di trigliceridi, rallentando la clearance dei remnant dal sangue. Nei diabetici, il colesterolo remnant può contribuire fino al 25% del rischio cardiovascolare totale.
- Chi ha Sindrome metabolica: La combinazione di obesità addominale, ipertensione, glicemia alterata e dislipidemia crea le condizioni perfette per l’accumulo di remnant.
- Dopo i pasti: Il colesterolo remnant aumenta fisiologicamente dopo i pasti, specialmente se ricchi di grassi “cattivi”. In persone con metabolismo alterato, questo picco post-prandiale è più alto e dura più a lungo.
Cosa fare se il colesterolo residuo è alto
A differenza per esempio della lipoproteina(a), che è geneticamente determinata, il colesterolo remnant risponde molto bene agli interventi sullo stile di vita.
Ridurre i carboidrati raffinati e gli zuccheri: Il fegato produce VLDL (e quindi remnant) in risposta all’eccesso di carboidrati, non solo ai grassi alimentari. Ridurre zuccheri, farine raffinate e alimenti ultraprocessati è il primo intervento.
Abbassare i trigliceridi: Trigliceridi e remnant vanno insieme. Tutto ciò che riduce i trigliceridi riduce anche il remnant: meno alcol, meno zuccheri, più omega-3 da pesce, più attività fisica (vedi articolo Come abbassare i trigliceridi).
Attività fisica regolare: L’esercizio migliora la clearance delle lipoproteine remnant indipendentemente dalla perdita di peso.
Perdita di peso (se presente obesità): Anche una riduzione del 5-10% del peso corporeo può migliorare significativamente il profilo dei remnant.
Farmaci/integratori: In alcuni casi possono essere utili fibrati, omega-3 ad alto dosaggio o altri interventi farmacologici — sempre sotto supervisione medica.
Cosa ricordare sul colesterolo residuo
Il colesterolo LDL resta importante, ma non racconta tutta la storia.
Quindi, calcola il tuo colesterolo residuo!
È un numero che puoi ottenere oggi stesso dal tuo ultimo referto. Se è sopra 25-30 mg/dL, hai un fattore di rischio che vale la pena affrontare — e che risponde agli interventi sullo stile di vita meglio di quasi qualsiasi altro parametro lipidico.
📍 Se vuoi una valutazione completa delle tue analisi del sangue, puoi richiedere una visita medica online personalizzata con il Dr. Erik Gozzo compilando il modulo di contatto.
Per i collegi medici e i lettori interessati, ecco alcuni articoli di riferimento sul colesterolo residuo
- Elevated remnant cholesterol, plasma triglycerides, and cardiovascular and non-cardiovascular mortality (European Heart Journal, 2023) — Studio su oltre 100.000 persone che dimostra l’associazione indipendente tra colesterolo remnant e mortalità cardiovascolare.
- Remnant Cholesterol, Not LDL Cholesterol, Is Associated With Incident Cardiovascular Disease (Journal of the American College of Cardiology, 2020) — Studio PREDIMED che mostra come il remnant predica gli eventi cardiovascolari meglio dell’LDL.
- Remnant cholesterol and risk of major adverse cardiovascular events: a systematic review and dose–response meta-analysis (Coronary Artery Disease, 2024) — Meta-analisi che conferma la relazione dose-risposta tra remnant e MACE.
