La sindrome metabolica non è una malattia unica, ma un insieme di fattori di rischio che, se presenti insieme, aumentano la probabilità di sviluppare diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari.
Per diagnosticarla servono criteri precisi, riconosciuti a livello internazionale. In questo articolo analizziamo nel dettaglio i criteri della sindrome metabolica, come interpretarli e perché è importante individuarli precocemente.
I criteri della sindrome metabolica secondo ATP III e IDF
Negli anni diversi organismi scientifici hanno definito criteri diagnostici. I più utilizzati sono quelli del National Cholesterol Education Program – ATP III e della International Diabetes Federation (IDF).
Criteri ATP III (ATP III Guidelines At-A-Glance Quick Desk Reference (NHLBI)
Secondo ATP III, la sindrome metabolica è diagnosticata quando sono presenti almeno 3 dei 5 criteri seguenti:
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Circonferenza vita: >102 cm negli uomini, >88 cm nelle donne
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Trigliceridi: ≥150 mg/dL
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Colesterolo HDL: <40 mg/dL negli uomini, <50 mg/dL nelle donne
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Pressione arteriosa: ≥130/85 mmHg o terapia antipertensiva in corso
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Glicemia a digiuno: ≥100 mg/dL o terapia antidiabetica
Criteri IDF (The IDF consensus worldwide definition of the METABOLIC SYNDROME)
Per IDF, i criteri sono gli stessi. L’unica differenza è che ci deve essere obbligatoriamente la presenza di circonferenza vita aumentata (con soglia variabile a seconda dell’etnia).
A questo si devono poi aggiungere almeno due degli altri quattro criteri sopra elencati per fare diagnosi di sindrome metabolica.
Tabella: Sindrome metabolica, criteri diagnostici
Riconoscerla in tempo significa poter intervenire con strategie mirate: cambiamenti nello stile di vita, attività fisica, e soprattutto una dieta specifica per la sindrome metabolica.
Il ruolo della dieta e dello stile di vita
La diagnosi secondo i criteri è solo il primo passo. La parte decisiva è intervenire sulle cause: insulino-resistenza, alimentazione squilibrata, sedentarietà.
Con i miei pazienti, mi concentro soprattutto su:
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Riduzione dei carboidrati ad alto indice glicemico
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Introduzione di proteine di qualità e grassi sani
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Perdita di peso mirata sul grasso viscerale
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Attività fisica costante e regolare
Ognuno di questi elementi migliora sensibilmente ciascun criterio (glicemia, trigliceridi, pressione, HDL e circonferenza vita). Nel giro di alcuni mesi è assolutamente possibile guarire la sindrome metabolica riportando nella normalità – uno dopo l’altro – tutti i valori.
Integratori e farmaci possono essere un aiuto, ma ai miei pazienti spiego sempre una cosa importante: il farmaco tante volte “nasconde” il sintomo senza curare la causa! Per questo è fondamentale intervenire sullo stile di vita.
Conclusione
I criteri della sindrome metabolica sono uno strumento clinico semplice ma potentissimo: permettono di capire subito se una persona è a rischio e di intervenire anni prima che compaiano diabete e malattie cardiovascolari, rendendo pazienti e medici consapevoli di un problema che – diversamente – potrebbe passare inosservato.
