Quando si parla di metabolismo, due ormoni giocano una partita silenziosa ma decisiva: insulina e glucagone. Sono come due facce della stessa medaglia.
L’una abbassa la glicemia, l’altro la rialza.
Insieme mantengono l’equilibrio del nostro corpo.
Capire come funzionano è essenziale per prevenire obesità, diabete e sindrome metabolica, ma anche per vivere con più energia ogni giorno.
Cosa sono insulina e glucagone
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Insulina: ormone prodotto dalle cellule beta del pancreas. Ha – fra le altre cose – il compito di far entrare il glucosio nelle cellule e abbassare i livelli di zucchero nel sangue.
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Glucagone: ormone prodotto dalle cellule alfa del pancreas. Fa l’opposto: libera zuccheri dal fegato e li rimette in circolo quando i livelli nel sangue scendono troppo.
Questa coppia funziona come un termostato. Se tutto funziona bene,
- quando la glicemia sale, interviene l’insulina per fare entrare il glucosio nelle cellule
- quando la glicemia scende troppo, entra in azione il glucagone per aumentare la produzione di glucosio nel fegato
Il ruolo dell’insulina: accumulare e proteggere
L’insulina non è “cattiva”, come a volte viene descritta. È fondamentale per la vita. Basta che non sia troppo alta, se no nel tempo può dare conseguenze gravi sulla salute (qui trovi i valori ottimali di insulina da mantenere).
I suoi compiti principali sono:
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Abbassare la glicemia dopo i pasti.
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Favorire l’accumulo di energia sotto forma di glicogeno (nel fegato e nei muscoli) e grasso.
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Proteggere le cellule dallo stress del glucosio in eccesso, che può danneggiarle.
Il problema nasce quando l’insulina è cronicamente alta, come accade in chi consuma troppi zuccheri e carboidrati raffinati. In quel caso si instaura l’insulino-resistenza, primo passo verso obesità e diabete.
Il ruolo del glucagone: liberare e mantenere
Se l’insulina accumula, il glucagone libera.
Entra in azione soprattutto:
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Durante il digiuno notturno, per evitare che la glicemia crolli
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Nel digiuno tra un pasto e l’altro, mobilizzando zuccheri dal fegato.
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In caso di attività fisica intensa, stimolando anche la produzione di energia dai grassi.
Tabella: Glucagone e Insulina a confronto
| Ormone | Stimolo principale | Effetto sulla glicemia | Azione metabolica |
|---|---|---|---|
| Insulina | Aumento zuccheri nel sangue | Abbassa la glicemia | Accumula energia (glicogeno, grasso) |
| Glucagone | Calo zuccheri nel sangue | Aumenta la glicemia | Libera energia (dal fegato e dai grassi) |
Cosa succede quando insulina e glucagone non funzionano bene
In un organismo sano, insulina e glucagone si alternano come due pedali: l’una accumula, l’altro libera energia. Questo gioco di squadra mantiene la glicemia stabile e garantisce flessibilità metabolica.
Quando l’equilibrio si rompe, però, le conseguenze diventano importanti.
Quando l’insulina è troppo alta
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Iperinsulinemia: livelli elevati di insulina tengono il corpo costantemente in modalità “accumulo”.
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Meccanismo: la lipolisi (bruciare grassi) viene bloccata, mentre la lipogenesi (creare grassi) è stimolata.
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Effetti clinici: aumento del grasso viscerale, difficoltà a dimagrire, facilità a ingrassare, fame continua, sonnolenza post-prandiale, fegato grasso e rischio progressivo di diabete di tipo 2. L’iperinsulinemia rappresenta infatti un indicatore precoce di disfunzione metabolica e precede spesso lo sviluppo della sindrome metabolica.
Quando il glucagone è troppo basso
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Ipoglucagonemia relativa: il corpo fatica a mobilizzare energia tra i pasti o durante l’attività fisica.
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Effetti clinici: stanchezza, cali di zuccheri, difficoltà a dimagrire perché i grassi restano “intrappolati”.
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Cause comuni: diete ricche di carboidrati e spuntini frequenti che tengono sempre alta l’insulina, “zittendo” il glucagone.
Quando il glucagone è troppo alto
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Iperglucagonemia: il pancreas secerne glucagone anche quando la glicemia è già normale o elevata.
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Meccanismo: il fegato produce glucosio in eccesso (gluconeogenesi), aumentando ulteriormente la glicemia e favorendo l’insulino-resistenza.
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Effetti clinici: glicemia cronicamente alta, peggioramento del diabete, ridotta capacità di bruciare grassi.
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Cause principali:
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diabete non controllato,
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rari tumori pancreatici (glucagonoma),
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stress cronico (il cortisolo stimola il rilascio continuo di glucagone), è la ragione più comne
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carenza di sonno e ritmi circadiani alterati (anche questo molto comune)
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Lo squilibrio cronico
Quando l’insulina rimane costantemente alta e il glucagone lavora in modo anomalo, il risultato è la sindrome metabolica: obesità viscerale, ipertensione, dislipidemia, infiammazione cronica di basso grado e un rischio aumentato di infarto, ictus e declino cognitivo.
Insulina e glucagone: il cuore del metabolismo.
Eliminare zuccheri e cibi processati, mangiare cibo vero, lasciare spazio ai digiuni naturali: così ristabilisci l’alternanza fisiologica tra accumulo e rilascio di energia, ovvero tra insulina e glucagone.
È questo che permette al corpo di tornare flessibile, di bruciare grassi e di proteggersi da diabete e malattie croniche.
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