Gli esami per riconoscere l’insulino-resistenza sono quattro di base — glicemia a digiuno, insulina a digiuno, HOMA-IR ed emoglobina glicata — a cui si aggiungono, nei casi dubbi, curva insulinica (OGTT), indice di Matsuda, QUICKI e peptide C. Il più precoce è l’insulina a digiuno: spesso è già alta quando la glicemia è ancora normale.
Hai il sospetto di essere insulino-resistente? Oppure hai già fatto degli esami, ma nessuno ti ha spiegato davvero cosa significano quei numeri?
In questo articolo ti guiderò con chiarezza tra i principali esami per riconoscere l’insulino resistenza, spiegandoti quando farli, cosa misurano e come interpretarli davvero.
Perché tanti pazienti si sentono dire che “va tutto bene”, quando in realtà il metabolismo è già in affanno. Solo che magari i sintomi sono passati inosservati e non si sono fatti esami per riconoscerla (o sono stati fatti ma nessuno li ha guardati nel modo giusto!)
In questa guida scoprirai:
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Gli esami davvero utili, come si fanno e cosa rivelano
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I valori ottimali da conoscere, al di là dei limiti scritti nei referti
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I limiti dei test tradizionali e gli errori più comuni nell’interpretazione
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Il mio consiglio da medico: quali esami fare davvero e quando approfondire
Gli esami di insulino resistenza da cui iniziare: glicemia, insulina, HOMA-IR e HbA1c
Se sospetti una resistenza all’insulina (a questo articolo puoi trovare sintomi e segnali da non ignorare) questi sono i quattro esami da cui partire.
Sono semplici, economici e disponibili ovunque — ma vanno letti bene, non solo “guardati”.
È l’esame più conosciuto, ma anche il meno sensibile per intercettare l’insulino resistenza.
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📍 Come si fa: prelievo di sangue dopo almeno 8 ore di digiuno
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✅ Valori normali: 70–99 mg/dl
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⚠️ Prediabete: 100–125 mg/dl
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❗ Diabete: ≥126 mg/dl (confermato in due occasioni)
👉 Nota clinica: è il meno sensibile perchè molti pazienti sono insulino-resistenti da anni, anche con glicemie sotto i 100. Spesso la glicemia a digiuno è l’ultimo parametro a scompensarsi, quindi non basta per escludere un problema metabolico. Eppure, purtroppo, spesso è l’unico esame per insulino-resistenza che viene prescritto. Viene fuori 92 e il dottore ti dice che è tutto okey, ma in realtà non è affatto detto che lo sia.
🧪 Insulina a digiuno
Purtroppo viene spesso ignorata. Ma è uno dei migliori indicatori precoci di squilibrio.
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📍 Come si fa: si usa lo stesso prelievo della glicemia, ma va richiesta esplicitamente, se no il laboratorio non la va
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✅ Ottimale: < 8 µU/mL
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⚠️ Normale: 8–10 µU/mL
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❗ Alta: >10 µU/mL → indica iperinsulinemia compensatoria
👉 Se l’insulina è alta anche con glicemia normale, vuol dire che il corpo è già in lotta per mantenere l’equilibrio. Anche qua, è facile venire tratti in inganno, perché il laboratorio mette valori “normali” che vanno fino a 18, ovvero ben 9 volte tanto i valori minimi! Il fatto è che sopra 18 spesso c’è già i diabete di tipo II, ed è per quello che il laboratorio lo mette come riferimento. Ma già sopra 10 è probablie la insulino – resistenza.
Non è solo un’impressione clinica: l’importante articolo iperinsulinemia come biomarcatore precoce di disfunzione metabolica mostra che l’insulina a digiuno si alza anni prima che la glicemia diventi anomala — motivo per cui un valore “nella norma” di laboratorio può nascondere una resistenza già in atto.
🧮 HOMA-IR
È un indice matematico che combina glicemia e insulina per stimare la sensibilità insulinica.
| Valore HOMA‑IR |
Significato Clinico |
| < 1,5 |
Ottimale |
| 1,5 – 2,0 |
Normale |
| 2,0 – 2,5 |
Zona grigia, possibile insulino resistenza |
| 2,5 – 3,0 |
Insulino resistenza probabile |
| > 3,0 |
Insulino resistenza marcata |
👉 Attenzione: anche in questo caso, c’è un problema di sottostimazione. Molti laboratori riportano come “normale” anche valori sopra 3. Ma clinicamente sono già molto a rischio: le trattazioni di riferimento sul calcolo della sensibilità insulinica nell’uomo ricordano che l’HOMA-IR nasce da un individuo “ideale” con insulina a 5 µU/mL e glicemia normale — quindi ogni scostamento verso l’alto rispetto a quel riferimento pesa, ben prima delle soglie larghe dei referti.
Se hai i tuoi valori di glicemia e insulina a digiuno, qui trovi un calcolatore gratuito dell’HOMA-IR
Caso clinico tipico: Antonio, glicemia ok e homa alto
Una delle cose che ripeto più spesso in ambulatorio è che una glicemia normale non basta. Mi torna in mente Antoni, un paziente che secondo il suo medico di base stava benissmo: glicemia a digiuno 94, glicata 5,3%, tutto “a posto” sulla carta. Aveva solo un po’ di stanchezza dopo pranzo e la pancetta che che cresceva da mesi. Bastò aggiungere l’insulina a digiuno — 15 µU/mL ! — per scoprire che aveva un HOMA-IR di 3,5: probabile insulino-resistenza marcata. Da lì è partito il percorso che ha rimesso in ordine il suo metabolismo.
🧪 Emoglobina Glicata (HbA1c)
Misura la glicemia media degli ultimi 2–3 mesi. È utile, ma da sola può trarre in inganno.
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✅ Ottimale: < 5 %
- ✅ Normale: 5 – 5,4%
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⚠️ Zona Grigia: 5,5–5,9%
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❗ Prediabete: 6–6,4%
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❗❗ Diabete: ≥ 6,5%
👉 Una emoglobina glicata “nella norma” non esclude affatto una resistenza insulinica.
Molti pazienti in squilibrio metabolico hanno ancora HbA1c sotto 5,7. Per contro, in alcuni casi si può trovare una glicata di 5,8 senza che questa sia un problema. Qui trovi una tabella con tutti i valori della glicata e una spiegazione approfondita su come interpretarli.
Esami Di Insulino Resistenza più Avanzati: curva glicemica e insulinemica, indice Matsuda, QUICKI, peptide C
Può essere necessario, per impostare correttamente la terapia, fare anche degli esami più sofisticati che permettono di capire meglio il gradi di insulino resistenza. O magari di confermarla o smentirla in caso di dubbi.
Curva glicemica e curva insulinica (OGTT + insulina): il test che rivela ciò che gli altri non vedono
L’OGTT, o test da carico orale di glucosio, è un esame poco richiesto ma molto potente, soprattutto se abbinato alla misurazione dell’insulina.
È uno dei pochi test che riesce a smascherare un’insulino resistenza precoce, anche quando glicemia, HOMA e HbA1c risultano normali. Perchè allora è poco richiesto? Perchè più costoso, sgradevole e con possibili effetti collaterali (bere 75 grammi di glucosio puro in meno di 5 minuti!
🔬 Come si svolge il test
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Si arriva a digiuno da almeno 8 ore.
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Si effettua un prelievo per misurare glicemia e insulina a digiuno.
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Si beve una soluzione con 75 grammi di glucosio puro in meno di 5 minuti
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Si eseguono altri prelievi a 30, 60, 90, 120 minuti per misurare:
👉 In alcuni laboratori si fanno solo 2 o 3 prelievi. Ma per un’interpretazione davvero utile servono almeno 4 punti: 0 – 30 – 60 – 120 minuti (idealmente anche 90 min).
🧪 Cosa misura davvero
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La curva glicemica mostra se la glicemia resta troppo alta troppo a lungo → segnali di alterata tolleranza o prediabete.
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La curva insulinica rivela quanta insulina deve produrre il corpo per tenere sotto controllo la glicemia.
📍 Un paziente può avere glicemia perfetta, ma una curva insulinica con picchi esagerati → segnale chiaro di insulino resistenza compensata.
📈 Quali sono le alterazioni più comuni delle curva insulinica?
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Insulina molto alta già a digiuno (>10 µU/mL)
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Picco insulinico esagerato o molto anticipato (es. >60 µU/mL a 30 min)
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Insulina che resta elevata anche dopo 2 ore → indica difficoltà a “spegnere” il segnale insulinico
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Curva di ampiezza molto grande→ segnale di metabolismo lento e insulino-resistenza evoluta
🩺 Quando è utile fare questo test di insulino resistenza?
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Se hai glicemia e HbA1c normali ma sintomi o familiarità
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Se il tuo HOMA-IR è borderline e vuoi una valutazione più approfondita
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Se sei normopeso ma hai grasso viscerale, fame continua o fatichi a perdere peso
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Se sei una donna con ovaio policistico, anche in assenza di sovrappeso
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Se stai valutando un intervento preventivo sul metabolismo
👉 È un esame poco prescritto, ma può cambiare radicalmente la comprensione del tuo profilo metabolico.
Spesso, è grazie a questa curva che il paziente e il medico capiscono per la prima volta cosa non sta funzionando.
Indice di Matsuda: quanto sei sensibile all’insulina?
L’indice di Matsuda è uno strumento più raffinato per valutare quanto il tuo corpo riesce a rispondere correttamente all’insulina.
Non si misura con un semplice prelievo: si calcola a partire dai dati della curva da carico orale di glucosio (OGTT), quando questa include anche la misurazione dell’insulina.
🧮 Che cosa misura l’indice di Matsuda
Mentre il HOMA-IR valuta solo la situazione a digiuno, l’indice di Matsuda prende in considerazione come reagisce il tuo metabolismo nell’arco di 2 ore dopo aver assunto glucosio.
In altre parole, ci dice:
“Quanta insulina serve al tuo corpo per tenere sotto controllo la glicemia dopo aver mangiato?”
È un ottimo indicatore della sensibilità insulinica globale, soprattutto a livello muscolare.
🔬 Come si calcola
Si calcola con una formula matematica che considera glicemia e insulina a digiuno, e glicemia e insulina durante l’OGTT:
Matsuda = 10.000 / √(glicemia a digiuno × insulina a digiuno × glicemia media × insulina media)
👉 Non preoccuparti di fare il calcolo da solo: alcuni laboratori specializzati lo includono nel referto, oppure può calcolarlo il tuo medico.
📊 Come si interpretano i risultati
| Valore Matsuda |
Significato clinico |
| > 4 |
Ottima sensibilità insulinica |
| 2,5 – 4 |
Sensibilità ridotta (da monitorare) |
| < 2,5 |
Insulino resistenza probabile |
⚠️ Più è basso l’indice di Matsuda, più il tuo corpo ha bisogno di insulina per gestire la glicemia → questo è il segnale chiave della resistenza insulinica.
QUICKI: un indice semplice, ma spesso più preciso del HOMA
Il QUICKI (Quantitative Insulin Sensitivity Check Index) è un indice alternativo al più noto HOMA-IR.
Si calcola anch’esso a partire da glicemia e insulina a digiuno, ma usa una formula logaritmica che lo rende più sensibile in certi contesti clinici, soprattutto nei pazienti con obesità marcata o insulinemia molto elevata.
🧮 Come si calcola
QUICKI = 1 / [log(insulina a digiuno) + log(glicemia a digiuno)]
👉 Anche in questo caso non è necessario che tu lo calcoli da solo: basta avere i valori di glicemia e insulina a digiuno, e un medico o un software dedicato può calcolarlo in un attimo.
📊 Come si interpretano i valori
| Valore QUICKI |
Significato clinico |
| > 0,33 |
Sensibilità insulinica ottimale |
| 0,30 – 0,33 |
Borderline (da monitorare) |
| < 0,30 |
Insulino resistenza probabile |
👉 A differenza dell’HOMA-IR, più il valore è alto, meglio è.
Un QUICKI basso indica che servono grandi quantità di insulina per mantenere stabile la glicemia, cioè un chiaro segnale di resistenza.
🩺 Quando è utile usare il QUICKI
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Se hai HOMA-IR dubbio, ma clinicamente sospetti insulino resistenza
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Se sei in obesità severa, dove l’HOMA tende a sottostimare il rischio
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Se vuoi un parametro oggettivo per monitorare i cambiamenti nel tempo
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Se il tuo medico preferisce usare un indice più preciso nei valori estremi
👉 In pratica: se il tuo HOMA-IR è nella “zona grigia” ma i sintomi ci sono, il QUICKI può aiutarti a chiarire se davvero sei in una fase di insulino resistenza iniziale.
Peptide C: lo specchio nascosto della tua produzione di insulina
Il peptide C è un esame meno conosciuto, ma molto utile per valutare quanta insulina sta realmente producendo il tuo pancreas.
Ogni volta che il tuo corpo produce una molecola di insulina, produce anche una molecola di peptide C.
Misurare il peptide C, quindi, ci dà un’idea precisa di quanta insulina endogena stai ancora producendo.
🧪 Che cos’è il peptide C e cosa misura
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È un frammento di proteina rilasciato insieme all’insulina endogena (cioè quella prodotta dal tuo corpo)
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Non è presente nelle insuline iniettabili: per questo non viene influenzato dalle terapie
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Ha una vita media più lunga dell’insulina, quindi è più stabile nel sangue e più facile da misurare in modo accurato
🩺 Quando è utile misurarlo
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Per valutare quanto lavora ancora il tuo pancreas (riserva beta-cellulare)
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Nei pazienti con glicemia alterata ma insulina normale o bassa
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In chi è in terapia insulinica: aiuta a capire se il corpo produce ancora insulina da solo
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Quando si sospetta una progressione verso il diabete di tipo 2
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Per distinguere insulino-resistenza da deficit di produzione di insulina (in questo caso potrbbe trattarsi del cosiddetto diabete LADA).
📊 Come si interpreta il valore
| Valore Peptide C |
Significato clinico |
| Alto (con glicemia normale) |
Segnale di iperinsulinemia compensatoria |
| Alto (con glicemia alta) |
Insulino-resistenza avanzata |
| Basso (con glicemia alta) |
Funzione pancreatica ridotta |
| Normale ma ai limiti bassi |
Fase iniziale di esaurimento |
👉 Il valore da solo non basta: va sempre interpretato insieme a glicemia, insulina e quadro clinico complessivo.
In sintesi: il peptide C è uno strumento in più per capire davvero come funziona il tuo metabolismo, specialmente quando gli altri esami non sono chiari o sembrano contraddirsi tra loro.
Esami indiretti di resistenza insulinica
Non sempre serve un esame con scritto insulina o glicemia per capire che c’è un problema metabolico in corso.
Esistono infatti alcuni parametri indiretti, che spesso vengono sottovalutati o ignorati, ma che in realtà possono accendere una spia importante.
Vediamoli insieme.
💡 Rapporto Trigliceridi / HDL: un indicatore semplice ma potente
Uno degli indici più predittivi di insulino resistenza è il rapporto tra trigliceridi e colesterolo HDL.
📍 Formula: Trigliceridi ÷ HDL (entrambi in mg/dL)
| Rapporto TG/HDL |
Significato clinico |
| < 1,5 |
Ottimo equilibrio metabolico |
| 1,5 – 2,0 |
Borderline: da monitorare |
| > 2,0 |
Probabile insulino resistenza |
👉 Questo rapporto è facile da calcolare anche da esami fatti dal medico di base. Se supera il valore soglia, non basta dire “è solo il colesterolo”: va guardato il quadro completo.
Il fegato è un organo chiave nella regolazione degli zuccheri e dei grassi.
Quando c’è insulino resistenza, il fegato si riempie di grasso (steatosi epatica non alcolica, NAFLD) e comincia a comportarsi in modo disfunzionale.
I segnali più comuni negli esami del sangue sono:
👉 Un fegato grasso è quasi sempre un segnale di insulino resistenza, anche se la glicemia è ancora normale.
Approfondisci: Fegato e Glicemia Alta: un Circolo Vizioso che Devi Spezzare
🧬 ApoB: il colesterolo che conta davvero
L’Apolipoproteina B (ApoB) rappresenta il numero di particelle aterogene nel sangue (LDL, VLDL, IDL).
È molto più precisa del colesterolo totale o LDL per stimare il rischio cardiovascolare.
ApoB elevata è frequente nei pazienti con resistenza insulinica silente, anche in assenza di sovrappeso.
Approfondisci Apolipoproteina B
🔥 Altri marker infiammatori/metabolici da non sottovalutare
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PCR ultrasensibile (hs-CRP): infiammazione cronica di basso grado
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Ferritina alta: può indicare infiammazione o accumulo funzionale (non solo riserva di ferro)
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Acido urico elevato: spesso presente nei soggetti insulino-resistenti
👉 Nessuno di questi valori è diagnostico da solo, ma se si associano a insulina alta, glicemia alterata o segni clinici, rafforzano il sospetto.
In sintesi
Se i tuoi esami mostrano:
…è molto probabile che ci sia una disfunzione metabolica sottostante, e valga la pena approfondire con gli esami mirati visti finora.
Fammi sapere se vuoi passare ora alla sezione finale:
Quali esami fare davvero in pratica (profilo base e approfondito).
Quali esami fare in pratica
A questo punto ti starai chiedendo:
“Ma quindi… quali esami dovrei fare per capire se ho una resistenza all’insulina?”
Te lo dico con chiarezza.
Dipende dal tuo profilo clinico e da quanto vuoi approfondire.
Qui sotto trovi due livelli di indagine: profilo base e profilo avanzato.
✅ Esami per insulino resistenza: Profilo base esami
È il punto di partenza per chi ha dubbi, sintomi leggeri, familiarità o un sospetto generico.
Esami consigliati:
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Glicemia a digiuno
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Insulina a digiuno
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HOMA-IR (calcolato da medico o online)
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Emoglobina glicata (HbA1c)
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Trigliceridi e HDL
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Circonferenza vita, peso e pressione arteriosa
📌 Quando basta questo profilo?
Se tutti i valori sono ottimali e non hai sintomi né fattori di rischio, può essere sufficiente.
🔍 Esami di insulino resistenza: Profilo avanzato (approfondimento specialistico)
Da fare se:
Ecco che allora vale la pena fare alcuni dei seguenti esami, a seconda dei casi.
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OGTT con curva glicemica e insulinica
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Indice di Matsuda (calcolato da curva)
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QUICKI
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Peptide C
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ApoB
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Transaminasi (ALT, AST, GGT)
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Ferritina, acido urico, PCR ultrasensibile
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Ecografia epatica (se clinicamente indicata)
📌 Quando è utile questo profilo?
Se vuoi avere una fotografia completa del tuo metabolismo e agire in modo mirato, questo è il livello giusto.
🧭 Il mio consiglio da medico
In caso di sospetta insulino resisetnza, non serve fare “tutti gli esami per tutti”.
Ma se hai dubbi, sintomi o familiarità con diabete e obesità, è meglio non aspettare.
Con pochi esami mirati, puoi intercettare la resistenza insulinica anche anni prima che diventi un problema serio.
E da lì — una volta che hai chiarezza — si può costruire un piano personalizzato per rimettere in equilibrio il metabolismo.
Per fortuna, l’nsulino resistenza, se presa per tempo, può migliorare moltissimo o addirittura essere curata.
Spesso anche senza medicine, ma semplicemente agendo in maniera decisa con alimentazione, attività fisica e integratori specifici.
Se lo desideri, puoi anche prenotare una visita online con me a questo link: analizzerò la tua situazione metabolica e ti proporrò il miglior percorso per misurare e poi curare la tua insulino resistenza.
Domande Frequenti su Esami per Insulino Resistenza
Quali esami fare per l’insulina resistenza?
Gli esami per l’insulino-resistenza sono quattro di base: glicemia a digiuno, insulina a digiuno, indice HOMA-IR ed emoglobina glicata. Nei casi dubbi si aggiungono curva insulinica (OGTT), indice di Matsuda, QUICKI e peptide C. Il più precoce è l’insulina a digiuno, spesso già alta quando la glicemia è ancora normale.
Qual è il test per capire se sono insulino resistente?
Il test più utile per capire se sei insulino-resistente è l’indice HOMA-IR, che combina glicemia e insulina a digiuno in un solo numero. Un valore sopra 2 indica una possibile resistenza, sopra 2,5 una resistenza probabile. Nei casi precoci, la curva insulinica da OGTT è ancora più sensibile.
Come si fa il HOMA test?
Il HOMA test non richiede un prelievo dedicato: si calcola da glicemia e insulina misurate sullo stesso campione di sangue a digiuno. La formula è (glicemia × insulina) / 405. Serve solo ricordare di richiedere esplicitamente anche l’insulina, che spesso il laboratorio non include di default.
Quali valori del sangue indicano insulino resistenza?
I valori che indicano insulino-resistenza sono: insulina a digiuno sopra 10 µU/mL, HOMA-IR sopra 2, rapporto trigliceridi/HDL sopra 2 ed emoglobina glicata nella zona grigia (5,5–5,9%). Spesso questi segnali compaiono mentre la glicemia a digiuno è ancora perfettamente normale.
Tabella Analisi Insulino Resistenza
| Esame / Indice |
Valore / Range |
Significato Clinico |
| Glicemia a Digiuno |
< 70 mg/dL |
Ipoglicemia |
| 70–99 mg/dL |
Normale |
| 100–125 mg/dL |
Prediabete |
| ≥ 126 mg/dL |
Diabete (da confermare) |
| Insulina a Digiuno |
< 8 µU/mL |
Ottimale |
| 8–10 µU/mL |
Normale |
| > 10 µU/mL |
Possibile Iperinsulinemia compensatoria |
| > 18 µU/mL |
Spesso già diabete conclamato |
| HOMA‑IR |
< 1,5 |
Ottimale |
| 1,5–2,0 |
Normale |
| 2,0–2,5 |
Possibile |
| > 2,5 |
Probabile Insulino resistenza |
| HbA1c (Emoglobina Glicata) |
< 5,4% |
Normale |
| 5,5–5,9% |
Borderline |
| 6–6,4% |
Prediabete |
| ≥ 6,5% |
Diabete |
| Indice Matsuda |
> 4 |
Ottima sensibilità insulinica |
| 2,5–4 |
Ridotta (da monitorare) |
| < 2,5 |
Insulino resistenza probabile |
| Indice QUICKI |
> 0,33 |
Sensibilità ottimale |
| 0,30–0,33 |
Borderline |
| < 0,30 |
Insulino resistenza probabile |
| Rapporto Trigliceridi / HDL |
< 1,5 |
Ottimale |
| 1,5–2,0 |
Borderline |
| > 2,0 |
Probabile insulino resistenza |
| Peptide C |
Alto + glicemia normale |
Iperinsulinemia compensatoria |
| Alto + glicemia alta |
Insulino resistenza avanzata |
| Basso + glicemia alta |
Pancreas in esaurimento |
| Normale ai limiti bassi |
Fase iniziale di deficit |
Riferimenti scientifici
Ho notato che seguendo la dieta non riesco a dimagrire, mi viene il sospetto di essere insulino resistente, negli ultimi tempi ho visto aumentare molto la circonferenza addominale
Buonasera Alessandro,
l’insulino-resistenza può effettivamente rendere più difficile perdere peso. Questo perché l’insulina agisce un po’ come un “guardiano” del tessuto adiposo: quando è alta, impedisce al corpo di utilizzare i grassi e ne favorisce l’accumulo.
Per questo motivo può essere utile valutare, se non ci sono controindicazioni, un periodo con un’alimentazione chetogenica o low carb, che in molti casi aiuta a migliorare l’insulino-resistenza.
Articolo molto interessante e chiaro. Bravi.
Grazie molte
Buongiorno volevo sapere se oltre ai vari esami ordinari indicati in questa lista si possono fare (o può servire fare) CONTEMPORANEAMENTE la:
1) curva Insulinica
2) curva Peptide C
3) curva Glucagone
Ho usato per 3 mesi l'apparecchio Abbot FreeLybre ed ho rilevato varie volte iperglicemia post prandiale sopra 200 e al contrario severa ipoglicemia durante i digiuni e gli allenamenti, una notte in cui ero a digiuno persino si è acceso l'allarme andando l'apparecchio fuori scala, cioè sotto i 30 mg/l.
Il glucagone nella routine clinica non si fa quasi mai, è anche difficile trovare laboratori che lo facciano. Il peptide C in teoria sarebbe invece anche un miglior indicatore dell’insulina, perchè questa viene in parte metabolizzata nel primo passaggio nel fegato mentre il pepdtide C no, e quindi il dato è più fedele. Per motivi pratici però (Il dosaggio del peptide C costa di più, non tutti i laboratori lo eseguono in tempi rapidi, c’è meno storico di dati standardizzati) di solito si fa l’insulina e i dati che da vanno benissimo per interpretazione clinica.
sospetto di essere insulina resistenza la mia circonferenza sta aumentando e non riesco a dimagrire e dopo pranzo mi prende la sonnolenza glicemia 90mg insulina 8,4ml indice homa 1,87 ferritina 15ng/ml
I valori a digiuno vanno sostanzialmente bene, ma questo non esclude che ci sia invece un problema di insulino-resisetnza dopo pasti con carboidrati, e anzi, i sintomi che riferisce (sonnolenza, difficoltà a perdere la pancia) sembrano proprio andare in quella direzione. Varrebbe sicuramente la pena approfondire la questione con una visita e degli esami integrativi. Un caro saluto